Notizie dall’ICE dal 26 gennaio al 1 febbraio 2026

Condividiamo alcune notizie provenienti dagli Uffici Esteri dell’ICE. 

OROLOGI SVIZZERI, ESPORTAZIONI DIMINUISCONO NEL 2025

(ICE) – ROMA, 30 GEN – BIENNE (BE) (awp/ats) – Le vendite di orologi svizzeri all’estero hanno subito un leggero calo nel 2025 rispetto all’anno precedente. Alla dinamica negativa hanno contributo soprattutto le esportazioni verso Cina e Hong Kong, diminuite in modo vistoso.

In totale, i produttori elvetici hanno esportato orologi per un valore di 25,6 miliardi di franchi, ha annunciato oggi la Federazione dell’industria orologiera (FH). Ciò rappresenta una flessione dell’1,7% in confronto al 2024, annata in cui già si era assistito a un calo rispetto ai record ottenuti nel 2023.

“Il 2025 è stato caratterizzato da notevole incertezza e condizioni di mercato più difficili”, ha spiegato in un comunicato la FH. Tra i motivi ci sono i livelli da primato raggiunti dal prezzo dell’oro e il franco forte, che hanno provocato un significativo aumento dei costi.

Tuttavia, sul finire del 2025 si è verificata un’inversione di tendenza: a dicembre infatti le esportazioni sono cresciute del 3,3% su base annua, attestandosi a 2,1 miliardi. In questo mese, al confermato passo indietro sui mercati di Cina (-6,8%, -12,1% su dodici mesi) e Hong Kong (-8,0%, -6,5%), hanno fatto da contraltare le vendite verso gli Stati Uniti (+19,2%).

Tale cambio di marcia – per tutto il 2025 l’export verso gli Usa è sceso dello 0,5% – secondo la FH è dovuto all’abbassamento, nel mese di novembre, delle tariffe doganali imposte dall’amministrazione Trump alla Confederazione (dal 39% al 15%).

Per quanto riguarda l’Europa, le vendite lo scorso anno sono rimaste stabili (-0,3%). La progressione della Francia (+1,3%, ma con addirittura un +50,8% a dicembre) non ha interamente compensato il piccolo ribasso dell’Italia (-0,5%) e soprattutto quello più marcato della Germania (-6,8%). Come detto, ancora peggio è andata l’Asia (-3,8%).

Passando in rassegna le varie categorie di orologi, quelli dal costo superiore ai 3000 franchi hanno registrato una contrazione dell’1,9% e quelli sotto i 500 franchi del 4,5%. Al contrario, è rimasta stabile la fascia di prezzo intermedia (500-3000 franchi). (ICE BERNA)

RICHEMONT: VENDE MARCHIO BAUME & MERCIER ALL’ITALIANA DAMIANI

(ICE) – ROMA, 27 GEN – GINEVRA (awp/ats) – Il panorama dell’alta orologeria registra un significativo cambio di proprietà: il colosso ginevrino del lusso Richemont cede il marchio Baume & Mercier al gruppo italiano Damiani, noto per i suoi gioielli.

L’operazione è stata comunicata oggi congiuntamente dalle parti senza rivelare i dettagli finanziari dell’accordo.

Con questa mossa Damiani compie un deciso passo per diversificare e rafforzare il suo portafoglio, si legge in una nota. L’obiettivo dichiarato è far leva sulla solida presenza in Italia e sulla sua rete distributiva per rilanciare Baume & Mercier, società con sede a Ginevra con una storia che risale al 1830.

Da parte sua, Richemont, che comprende nel suo portafoglio marchi del calibro di Cartier, IWC e Jaeger-LeCoultre, procede a un ulteriore affinamento della sua strategia, cedendo un’attività considerata non essenziale. Per garantire una transizione ordinata, il gruppo elvetico fornirà servizi operativi a Baume & Mercier per almeno dodici mesi dopo il completamento della vendita. Il perfezionamento dell’operazione è previsto per l’estate 2026.

Baume & Mercier non pubblica bilanci separati: le analisi nel settore stimano comunque il suo fatturato annuo a un importo compreso tra i 100 e i 150 milioni di dollari (79-118 milioni di franchi). (ICE BERNA)

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